
Itinerario storico – artistico
CAMMINO SOTTO I PORTICI
Itinerario storico-artistico
Botteghe Senza Tempo
Padova si rivela in un affascinante itinerario tra le sue botteghe storiche, dove l'autenticità incontra la tradizione sotto portici secolari.
Fascino Ritrovato
Lasciati guidare dalla mappa nel cuore di Padova, e scopri a ogni angolo il fascino senza tempo di una città che custodisce gelosamente il suo passato.
Scopri Padova attraverso un itinerario affascinante tra le sue botteghe storiche, nascoste sotto i portici secolari del centro. Un percorso che si snoda tra le vie del centro, dove la tradizione incontra l’autenticità. Segui la mappa e lasciati guidare dal fascino senza tempo di una città che custodisce il suo passato a ogni angolo.
Le realtà coinvolte
Roberto Lanaro Liutaio
Osteria Nane della Giulia
Osteria L’anfora
Mercerie Al Salone
Marechiaro Pizzeria
Longo Calzature
Lilium Pasticceria al Santo
Libreria Universitaria di Libreria Progetto Snc
Libreria Antiquaria Stella
Libreria Antiquaria Sapienza
Libreria ai Due Santi
Legatoria Cesarò
Panificio Bettio
Panificio Cavallini Snc Di Cavallini Moreno & C.
Panificio Vecchiato
Zaggia Scripta
Tambara
Storica libreria Portello
Ristorante Vecchia Padova
Profumeria Beghin
Pizzeria Savonarola
Pizzeria Orsucci
Pedrocchi
Pasticceria Manzato
Pasticceria Graziati Padova
Pasticceria Breda
La Parigina
Il Pantofolaio
Caffè Missaglia
Caffè Della Piazzetta
Caffè al Duomo
C&B Italia
Bar Margherita
Bar Caffè Gattamelata
Argenteria Gioielleria Calegaro
Antica Salumeria Guarnieri dai Due
Antica Farmacia Al Duomo
Tabaccheria Riv.13 Trolese Emanuela
Colorificio Savna
Caffeine Padova
Caffetteria Manin
Caffetteria Roma
Il Borsaro Padova
Harrys
Gioielleria Capuzzo Sergio dal 1955
Fioreria Zaggia
Antica Farmacia Pianeri E Mauro
Farmacia Al Leon D’Oro
DROGHERIA PRETI
Dante alle Piazze
Dalla Zita
Casa Del Cuoio
Camiceria Moderna Padova
Antica Drogheria Caberlotto Padova
Curiosità
Antiche botteghe
Padova vanta un patrimonio di botteghe storiche che affonda le radici in secoli passati. Tra le più antiche, spiccano la Farmacia al Duomo (1528) e la Farmacia Pianeri e Mauro (1545), testimonianze di una lunga tradizione. Altre attività iconiche includono l'Osteria Nane della Giulia (1870), il negozio di abbigliamento Tambara (1897), e il Panificio Bettio (1900). Anche l'Antica Legatoria Cesarò (1908), la Merceria di Piazza dei Frutti (1913) e la Pasticceria Graziati (1919) contribuiscono a disegnare la ricca storia commerciale della città, affiancate dal Colorificio Savna (1920), dalla Pizzeria Orsucci (1922) e da Il Pantofolaio (1930).
Una galleria d'arte a cielo coperto
Passeggiando sotto i portici è possibile scoprire un vero e proprio museo diffuso: vi sono documentate più di 100 decorazioni pittoriche, di cui 35 proprio sotto gli archi. Questi affreschi, fregi ed effigi, spesso a carattere araldico, decorativo o sacro (dedicati a Madonna, Cristo e Santi), testimoniano la ricchezza artistica della città dal Duecento al Quattrocento, un tempo molto più vivace e colorata di quanto non appaia oggi.
Spioncini Zenitali: le "telecamere" Medievali
I portici di Padova nascondono oltre 170 "spioncini zenitali": si tratta di fori nel pavimento dei piani superiori, posizionati verticalmente sopra i portoni. Questi semplici ma ingegnosi dispositivi fungevano da antesignani delle moderne telecamere, permettendo ai residenti di controllare chi bussava al proprio ingresso prima di aprire, rivelando un particolare rapporto tra spazio interno ed esterno.
Il paragone con Bologna: un dibattito storico
Padova è la seconda città più porticata d'Italia dopo Bologna, con circa 25 chilometri di portici. Questa similitudine ha generato un lungo dibattito tra i viaggiatori: se nel Seicento Thomas Coryate ammirava i portici padovani come "la cosa più singolare che io abbia mai visto", elogiandone la comodità e l'ornamento, nel Settecento i viaggiatori del Grand Tour li trovavano "piccoli e irregolari" rispetto all'ariosità di Bologna, evidenziando come la percezione estetica sia cambiata nel tempo.
I portici: funzionalità e decoro
Già nel 1492, il Comune di Padova imponeva la pavimentazione in cotto dei portici, a spese dei proprietari. Questa norma è affascinante perché evidenzia una chiara priorità: i documenti dell'epoca affermavano che dove camminavano le persone, ci voleva un decoro pari o superiore a quello riservato al passaggio dei carri e degli animali. Ciò sottolinea come i portici fossero percepiti fin dall'inizio non solo come spazi funzionali di protezione, ma come veri e propri spazi civici, estetici e di dignità urbana.